In difesa del cibo, di Michael Pollan

9788845923890g

Ho avuto modo di leggere “In difesa del cibo” di Michael Pollan, che suggerisco calorosamente a tutti i lettori del blog. Il libro in pratica è un attacco durissimo e senza appello al nutrizionismo e soprattutto alle tragiche conseguenze della scellerata alleanza tra approccio nutrizionista all’alimentazione e industria alimentare. Come dice l’autore “il nutrizionismo fornisce la giustificazione più valida ai prodotti trasformati, poiché sostiene che con un’accorta applicazione della scienza alimentare essi possono diventare anche migliori, dal punto di vista nutritivo, di quelli veri”.

In pratica, l’approccio nutrizionista, che guarda all’equilibrio tra elementi nutritivi a prescindere da come siano stati introdotti nel nostro corpo, si è spesso prestato, con complicità spesso sospetta, a giustificare con una presunta scientificità la trasformazione industriale dei cibi con l’aggiunta di sostanze nutritive fondamentali che nella nostra alimentazione scarseggiano perché conduciamo uno stile di vita errato. Per intendersi: i bambini mangiano poca frutta? Anziché educarli al piacere della frutta, molto più semplice immaginare dei cereali soffiati con aggiunta di vitamine. Gli adulti mangiano poco pesce? Inseriamo l’omega3 nelle patate fritte e siamo a posto.

Peccato che le conseguenze a lungo termine di questo approccio siano fallimentari e soprattuto gravi per la nostra salute: i cibi che mangiamo diventano sempre più lavorati e sempre meno naturali, ilpiacere di mangiare lascia il posto a una meccanica addizione di nutritivi alla ricerca del pasto perfetto, mentre si giustifica e si incentiva un atteggiamento pigro e deresponsabilizzato nei confronti della propria alimentazione  (perché imparare ad amare il pesce, quando trovo l’omega3 nel Danacol?).

Certo, la situazione che fotografa l’autore è quella americana, ancora relativamente lontana da quella italiana. Ciononostante, gli spunti di riflessione rimangono validissimi anche per la nostra quotidianità, sempre più assediata da yougurt che assomigliano a pozioni magiche, patate che stimolano l’intelligenza nemmeno fossero La Settimana Enigmistica, e affettati più sani perché salati con sale iodato (!).

I consigli di Michael Pollan per resistere a questa marea crescente di assurdità pseudo-scientifiche e recuperare un rapporto sano con l’alimentazione sono tre: mangiate cibo vero (una coscia di pollo, non una chicken nugget). mangiate con moderazione (interrompersi quando si è sazi, non quando il piatto è vuoto), e soprattutto… mangiate più vegetali!

“In difesa del cibo” di Michael Pollan

2009, Adelphi Ed.

€ 19.00

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Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 12 maggio 2010 su 08:00. È archiviata in Senza categoria con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

2 pensieri su “In difesa del cibo, di Michael Pollan

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