Vacanze slow nei borghi italiani

Il turismo è un’arma ha doppio taglio: può rivelarsi fondamentale per il benessere di una comunità ma anche stravolgerne completamente l’identità al punto da trasformare un luogo autentico in una cartolina di cattivo gusto. Per giunta affollato. Per fortuna che sono sempre più frequenti gli esempi di turismo responsabile, attento al territorio e alla valorizzazione della sua identità.Come quello che propone Borghi Autentici d’Italia, un innovativo modello di offerta turistica nel quale il borgo e la sua comunità costituiscono la destinazione e la motivazione principale della vacanza. I borghi interessati dall’iniziativa (per ora solo in Piemonte, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia) sono luoghi dove i cittadini, gli operatori turistici e gli amministratori pubblici hanno deciso di condividere una strategia unica di accoglienza per assicurare all’ospite una permanenza il più autentica e personalizzata possibile. Al centro di questo progetto i patrimoni e le risorse già presenti e disponibili sul territorio, con cui si mette in piedi un sistema di ospitalità moderno, sostenibile sul piano ambientale ed attento al carattere identitario locale.

Le abitazioni destinate al soggiorno dei cittadini temporanei si trovano nei centri storici, in edifici sapientemente ristrutturati dove ogni dettaglio è stato attentamente conservato e valorizzato, e la prima colazione viene servita agli ospiti direttamente in casa, proprio come se si abitasse là. Nel recupero edilizio delle residenze e nel loro arredamento sono adottati criteri di bioarchitettura e sono presi in considerazione soluzioni funzionali ecologicamente orientate. In ogni borgo almeno una residenza viene a priori concepita, progettata e realizzata per ospitare persone diversamente abili. Intelligente e a ridotto impatto ambientale anche la gestione della prenotazione e la richiesta di ulteriori informazioni, attività tutte gestibili direttamente sul sito www.comunitaospitali.it, come dovrebbero fare tutti i tour operator.

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Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 16 giugno 2010 su 08:30. È archiviata in Senza categoria con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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