Gelato industriale? No Grazie!

Quando il caldo si fa sempre più insopportabile arrivano insistenti  e fastidiose come e peggio delle zanzare le pubblicità dei gelati industriali che ci promettono esperienze sempre nuove, colorate, divertenti, sempre sane come una merenda ma più fresche di una lastra di ghiaccio al Polo Nord. E magari, anche se di solito privilegiamo sempre gli alimenti di stagione a chilometro zero, magari provenienti dalla cascina subito fuori città, d’estate accantoniamo le nostre granitiche convinzioni le proviamo tutte pur di combattere l’arsura. Cuccioloni e Maxibon compresi.

Peccato che proprio non ne valga la pena perché, oltre a non dissetare per niente, i gelati industriali sono un vero e proprio concentrato di quello che di solito aborriamo. A partire dagli ingredienti di scarsa qualità come latte in polvere, grassi vegetali idrogenati, o come la proteina ISP (estratta per la prima volta dal merluzzo artico e per fortuna ancora proibita in Europa benché legale negli Stati Uniti), inserita tra gli ingredienti perché rallenta lo scioglimento. Oppure dall’aria, insufflata in fase di congelamento per rendere il prodotto più soffice e leggero (ma anche per ricavare da 5 chili di gelato vero 10 chili di gelato vendibile!). Per non parlare dei semilavorati e degli innumerevoli additivi come la farina di carrube, i semi di guar, o l’estratto di barbabietola, che mai entrerebbero nella lista degli ingredienti di un buon gelato.

E allora a questo punto se proprio non possiamo accedere a un buon gelato artigianale, cosa possiamo fare? Evitiamo gelati cristallizzati (si sono scongelati durante il trasporto) e prodotti che hanno tra gli ingredienti sciroppo di mais, ma anche di glucosio. Attenti al sapore infine: un gusto troppo dolce e stucchevole molto probabilmente nasconde sotto una montagna di zuccheri, già dannosi di per sè, una qualità degli ingredienti decisamente scarsa.

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Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 16 luglio 2010 su 08:00. È archiviata in news con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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