Senza natura, bambini iperattivi e stressati.

Insicurezza, iperattività, piccole fobie, incapacità di concentrarsi e difficoltà a socializzare: sono i disturbi legati alla mancanza di natura vissuta dalle ultime generazioni di bambini. Il giornalista e scrittore Richard Louv ne aveva teorizzato l’esistenza nel 2006 nel suo libro “L’ultimo bambino nei boschi“. Da allora, soprattutto negli Stati Uniti e in Spagna sono nati movimenti organizzati che propongono alternative al problema.

Si tratta di quello che è stato definito disordine da deficit di natura: non una vera e propria patologia, ma una condizione di vita che porta i bambini a manifestare sintomi e segnali che trovano la loro origine più profonda nella mancanza di contatto con la natura: disturbi dell’attenzione, svogliatezza, a volte vera e propria depressione, ansia e persino l’obesità paiono avere una stretta correlazione con la deprivazione subita da queste ultime generazioni di bambini, cresciuti chiusi fra le quattro mura di casa, in città soffocate dal traffico dove gli spazi verdi sono ridotti quando non assenti del tutto.

Per maggiori informazioni: Editrice Rizzoli, il sito di Richard Louv (in inglese

Annunci
Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 28 luglio 2010 su 08:00. È archiviata in Senza categoria con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: