La Mandria di Chivasso

Come ogni venerdì pubblichiamo alcuni estratti dalla tesi di laurea “La Mandria di Chivasso. Storia e architettura di un insediamento produttivo sabaudo” di Sara Russo e Davide Miserere e dedicata alle terre sue quali oggi sorge La Piemontesina (e i suoi abitanti, umani e animali!).

In Piemonte le razze equine furono sempre piuttosto scadenti, soprattutto per quanto riguardava i cavalli destinati ai dipartimenti militari e quelli destinati alle manifestazioni di rappresentanza. Il miglioramento della razza equina era tenuto in grande considerazione dalle Case Reali europee, sia per il prestigio che ne derivava, sia per coprire effettivametne esigenze di natura militare, tattica e logistica. Le origini storiche della nascita della Reale Mandria di Chivasso si inseriscono proprio in questo fenomeno.

Fu così che a partire dal Settecento vennero aggiunti altri impianti alla Mandria di Venaria, nelle vicinanze di Torino, e in diversi luoghi del Piemonte, alcuni anche molto distanti dalla capitale sabauda, anche se a Venaria rimaneva la direzione che controllava le politiche, forniva le direttive ed esercitava il controllo.

Per capire meglio l’organizzazione che venne formandosi tra gli ultimi decenni del Seicento e i primi del Settecento, intorno agli impianti di Venaria Reale per l’allevamento dei cavalli regi, è utile soffermarsi sul significato del termine mandria. Esso, nella consuetudine settecentesca, era usato indifferentemente in due occasioni: una ad indicare un insieme di animali – bovini, equini, ovini – in un senso molto simile all’attuale; l’altra per definire il luogo destinato all’allevamento e comprendente complessivamente tutte le attrezzature necessarie, fabbricanti compresi.

I Savoia per provvedere meglio alle loro nuove esigenze pensarono alla costruzione di un fabbricato modello che, sorretto dai territori circostanti, fosse in grado autonomamente di migliorare la razza dei cavalli. La Casa Reale iniziò a sentire una grande necessità di rifornire le proprie scuderie di ottimi animali per soddisfare, oltre alle esigenze economiche, anche le esigenze auliche e militari sulle quali un Regno in ascesa riusciva a costruire la propria fama e ricchezza.

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Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 15 ottobre 2010 su 09:00. È archiviata in La storia della Mandria di Chivasso, news. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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