Dalla mandria di Venaria alla mandria di Chivasso

Prosegue la pubblicazione delle tesi di Sara Russo e Davide Miserere dedicata alla Mandria di Chivasso. Perché per capire il presente è sempre utile non dimenticare il passato.

Dopo il trattato di Aquisgrana del 1748, il regno sabaudo raggiunse la sua massima espansione territoriale e un buon equilibrio da un punto di vista economico-funzionale. Consolidatosi così il patrimonio terriero, fu creata un’apposita “azienda economica” che gestiva i beni produttivi della Venaria e nel tempo stesso di molte altre tenute che via via da allora entrarono a far parte del patrimonio sovrano, impiegate per le esigenze della caccia e in modo preponderante per l’allevamento dei cavalli. Le necessità elementari di trasferimento della famiglia Reale e della sua Corte richiedevano un numero rilevante di cavalli da sella e da carrozza, che riempivano le scuderie delle residenze regie, dal Palazzo torinese alle numerose sedi predisposte sul territorio dell Stato.

L’equilibrio dell’Azienda Economica di Venaria si ruppe nel 1758, quando Carlo Emanuele III decise di cedere una parte dei terreni come appannaggio al figlio Benedetto Maria Maurizio, dica del Chiablese. Carlo Emanuele III decise allora di organizzare nuovi impianti per l’allevamento della razza dei cavalli, in modo da conservare l’intero equilibrio gestionale dell’Azienda.

Vennero acquistate  Chivasso 2019 giornate di terreno (circa 770 ettari), situate lungo il percorso stagionale dei cavalli che dalla Mandria di Venaria Reale si trasferivano sui pascoli del Basso Vercellese dal mese di aprile all’ottobre. Nella scelta del terreno si badò con attenzione di comporre un mosaico armonioso, che unisse all’estensione superficiale gli annessi diritti delle acque. Il terreno, pianeggiante e di ottima qualità, veva forma rettangolare allungata e si estendeva fino ai confini con Mazzé e Rondissone. Al suo centro sarebbe sorto un grande fabbricato detto appunto “la Mandria di Chivasso”.

 

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Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 3 novembre 2010 su 09:00. È archiviata in La Piemontesina, La storia della Mandria di Chivasso con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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