La chiesa di Sant’Eligio nell’Ottocento

Prosegue la pubblicazione della tesi “La Mandria di Chivasso. Storia e Architettura di un Insediamento Produttivo Sabaudo” scritta da Davide Miserere e Sara Russo, due lettori del blog che hanno voluto condividere i risultati della loro ricerca con tutti noi. Buona lettura!

Sant'Eligio - La PiemontesinaNel 1834 cessò il diritto di Patronato Regio, e la Regia Intendenza di Finanza di Torino, che ne divenne amministratrice, non volle più corrispondere la somma annua di lire 500 piemontesi, e propose ripetutamente al Vescovo di Ivrea di abolire la Parrocchia.

Le notizie storiche, riguardanti gli anni successivi, non trovano conferma in documenti; tuttavia una cronistoria redatta dal Canonico Gioanetti, ci riferisce che la stessa chiesa incontrò difficoltà economiche negli anni seguenti. Infatti dopo la morte del Parroco Don Demestri, nel 1857, la Regia Intendenza di Finanza non corrispose più la somma annua al parroco successore, Don Giovanni Perinetti. Questi intentò una causa presso il Tribunale per riottenere la congrua dote, nel settembre dello stesso anno. Nel gennaio 1861, concluse con ragione e gli venne restituito con gli interessi e arretrati il denaro, per un totale di lire 1602.

La chiesa fu poi di impedimento nelle trattative di vendita dell’intera tenuta, negli anni 1855-58. La prima asta pubblica andò deserta, mentre la seconda trovò acquirente nel Conte Apollinare Rocca Saporiti, che non volle farsi carico del mantenimento della Parrocchia, ma ne concesse l’uso insieme alla casa canonica.

Nel 1869, venne costruito un altare laterale alla destra dell’entrata, e tre anni dopo se ne eresse un secondo sulla sinistra. Un restauro interno fu intrapreso nel 1878, con l’ingrandimento del coro e l’arricchimento con pitture murali. Vennero eseguiti anche restauri ordinari al tetto e al pavimento nel 1887.

Nella guerra del 1915-18, alcuni soldati poacchi, in prigionia nella Mandria di Chivasso, eseguirono decorazioni con pitture sulla volta del presbiterio; attualmente, però, un nuovo intervento all’interno della chiesa ha cancellato i dipinti esistenti e sostituito il pavimento originale con marmo.

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Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 17 gennaio 2011 su 09:00. È archiviata in La storia della Mandria di Chivasso con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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