La cascina Violina

Prosegue la pubblicazione della tesi “La Mandria di Chivasso. Storia e Architettura di un Insediamento Produttivo Sabaudo” scritta da Davide Miserere e Sara Russo, due lettori del blog che hanno voluto condividere i risultati della loro ricerca con tutti noi. Buona lettura!

La Mandria di Chivasso - La PiemontesinaNei territori acquistati nel 1763 dal re Carlo Emanuele III, erano presenti alcune cascine, che nella nuova organizzazione dovevano assolvere compiti di temporaneo ricovero decentrato per il personale e le attrezzature. Per renderle ottimamente funzionali, vennero programmati lavori di ristrutturazione e di ampliamento. Quindi contemporaneamente alla costruzione della Regia Mandria di Chivasso si aprirono altri piccoli cantieri.

La cascina Violina è la più antica presenza sul territorio. Si trova ad ovest, a poche centinaia di metri dal fabbricato centrale, e sull’angolo della strada che porta alla città di Chivasso. Le prime notizie risalgono al 1726 quando la stessa venne acquistata dal padre di Paolo Rapello di Cigliano, che la integrò per un complessivo di 52 giornate di campi arativi e prato. Alla sua morte passò per volontà testamentaria al figlio. Nel 1764, dopo l’annessione alla Regia Mandria, venne data in affitto a Giovanni Battista Valle, e quindi non fu diretta dipendente del re fino al 1800 circa. Nel 1804 venne ampliata l’abitazione verso sud; le stalle raggiunsero una capienza possibile per cento vacche e iniziò una rilevante attività imprenditoriale rivolta alla produzione di latte e formaggio. Venne costruita anche una ghiacciaia per la conservazione di questi prodotti. Nel 1863 diventa proprietà dei Rocca Saporiti, nuovi proprietari di tutta la tenuta e contemporaneamente fu oggetto della catastazione Rabbini come il territorio circostante.

La cascina Violina si presentava come un fabbricato rustico di forma rettangolare con un cortile retrostante. L’ingresso e la parte adibita ad abitazione (terreno e primo piano) sono posti a nord. Qui esistevano anche un piano cantinato e una parte di stalla con sovrastante fienile. Ad est si trova un altro fabbricato ad uso abitazione a due piani fuori terra. Ad ovest, fu costruita una tettoria con capriate a vista. La struttura muraria portante presentava le volte a vela lunettate, il tetto alla palladiana con manto di copertura in coppi. La stalla aveva anch’essa la volta a vela lunettata; la cantina, completamente interrata era accessibile attraverso una scala in pietra.

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Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 24 gennaio 2011 su 09:00. È archiviata in La storia della Mandria di Chivasso con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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