Le Erbe di Industria

Oggi ci allontaniamo per un attimo dalla vita della Piemontesina per parlare di una realtà giovane e promettente che ci piace segnalare perché lo spirito che anima questa iniziativa è proprio quello che ci piace. Stiamo parlando delle Erbe di Industria, una collezione di erbe aromatiche e officinali, un piccolo tesoro nascosto a Monteu da Po, vicino Torino. La parola Luca, uno dei “curatori” della collezione.

1. Le Erbe di Industria è una piccola collezione di erbe aromatiche e officinali a Monteu da Po. Com’è nata? LeErbe di Industria nasce da un corso… di frutticoltura. L’associazione proArt’è organizza infatti da anni in Monteu da Po un corso di potatura, innesti e cultura frutticola varia. Io, ragazzo di città trapiantato da poco in campagna, ho iniziato a seguire il corso con l’idea di mettere qualche pianta da frutto sul pendio dietro casa. Sono rimasto conquistato dal carisma degli organizzatori e mi sono lasciato coinvolgere più attivamente nell’associazione. Ed eccomi qui a trapiantare santoreggia, fare talee di rosmarino e cercare proseliti via web.

2. Nella collezione sono presenti anche piante poco conosciute e insolite: puoi farmi qualche esempio? Ma certamente! Nella collezione sono presenti della Calamintha grandiflora (un tipo di mentuccia) e della Micromeria japonica (simile al timo strisciante). E poi, per passare ad erbe più conosciute, ci sono dell’Arquebuse (Tanacetum vulgare ‘crispum’) e dell’Assenzio (Artemisia absinthium). Infine tra le novità dell’autunno una curiosa rosa di macchia: la Rosa Pimpinellifolia dalle bacche nere.

La vera ossatura della collezione è però formata da piante comuni di cui si esplora la gamma varietale: sono cioè accostate piante che pur appartenendo alla stessa specie differiscono per colore, aroma, tipo di foglia o portamento. Al momento le piante più rappresentate sono salvie, timi e rosmarini, ma in futuro la collezione si estenderà a vari tipi di menta e di lavanda.

3. La collezione comprende solo piante locali o anche piante provenienti da altre parti d’Italia o del mondo? Le caratteristiche principali delle piante presenti sono la rusticità e la resistenza alla siccità. Questo le rende comuni in buona parte dell’Eurasia continentale. Perde quindi un po’ significato la differenza tra piante locali e provenienti da altre parti d’Italia. Si può però dire che le piante presenti sono più tipiche nell’Italia del Nord (a clima continentale) e che mancano, per ragioni climatiche, piante che crescono solo nelle regioni del Sud (a clima mediterraneo).

Un discorso a parte va fatto per i rosmarini: questa specie è molto omogenea e per trovare delle varietà significative occorre spesso cercare in regioni geograficamente separate come le isole. Nella collezione sono presenti le varietà ’Corsican Blue’ e ’Sicily Blue’ il cui nome ne rivela chiaramente l’origine.

4. Perché hai deciso di avviare questa collezione? Le aromatiche sono robuste, poco esigenti, utili e profumate. La loro coltivazione è anche più affascinante di quella dell’insalata (verdura che io adoro). Come ho già detto sono cresciuto lontano dalla campagna e quando mi sono trasferito ho sviluppato un forte interesse per questo tipo di piante, coltivandole in giardino. Quando ho avuto l’occasione di condividere questa mia passione con altri, in uno spazio adeguato per di più, non me la sono certo lasciata sfuggire.

5. Difficoltà nel reperire gli spazi, nella gestione dei tempi? Lo spazio non è stato un problema: l’associazione proArt’è dispone di un campo adibito a frutteto didattico, un angolo di questo campo è stato concesso a Le Erbe di Industria. Le erbe aromatiche sono poco esigenti, si possono fare cose interessanti anche in un piccolo spazio. Un problema maggiore è stato il tempo: sia per la realizzazione concreta del progetto che per la sua manutenzione. Le erbe aromatiche saran pure poco esigenti, ma non si possono lasciare delle piantine giovani tutta l’estate senz’acqua e il campo non ha (al momento) un approvvigionamento diretto. L’irrigazione e l’eliminazione delle infestanti ha richiesto un bel po’ di manodopera volontaria. Colgo l’occasione per ringraziare di cuore tutti quelli che hanno dato gratuitamente il loro tempo e il loro lavoro per questo progetto.

La collezione è stata pensata come un work in progress che stagione dopo stagione si arricchirà di nuove presenze. Questo permette di diluire il tempo necessario alla preparazione delle aiuole e agli impianti. Permette anche di ammortizzare il costo delle piante: per creare un catalogo di varietà significative non basta infatti prelevare piante interessanti ma anonime negli orti di parenti a amici (è stato fatto anche questo, in realtà). Infine è possibile arricchire il progetto con nuove idee e conoscenze dei partecipanti: Le erbe di Industria vuole essere infatti innanzitutto uno spazio dove condividere una passione comune.

6. Che feedback hai avuto dagli abitanti di Monteu o dalle istituzioni? Supporto o indifferenza (o persino ostilità)? Le erbe di Industria sta a Monteu, ma questo non è importante. Alcuni dei partecipanti al progetto sono di Monteu, ma neanche questo è importante (io, ad esempio, non vivo a Monteu). Le erbe di Industria è un luogo fisico, ma non solo: è innanzitutto uno spazio di condivisione.

Si può condividere la passione per le erbe, il rapporto con la terra e la bellezza della natura trovandosi insieme a curare la nostra collezione, ma anche partecipando a una discussione sul blog, condividendo una fotografia ben riuscita, una ricetta appetitosa, un rimedio della nonna. Oppure segnalando un giardino, un evento culturale, la meta di una gita o anche solo un sito web.

Le reti, come ben sanno giardinieri e internauti, sono più robuste e meno vulnerabili delle realtà concentrate in un singolo luogo. È il segreto di tante erbe infestanti: da ogni pezzetto di radice può rinascere l’intera pianta. Le erbe di Industria vuol essere una cosa simile: un progetto diffuso e partecipato, suddiviso in tanti pezzetti distribuiti in luoghi diversi e su diversi supporti. Ciascuno collegato con gli altri ma in grado di sopravvivere e crescere anche se una parte del progetto scompare.

Sembra retorica ma lo è solo in parte: l’ultima volta che ci siamo trovati, ad esempio, tanti pezzetti delle nostre piante (scarti delle potature) sono stati distribuiti tra i partecipanti e sono diventati talee. Copie genetiche delle piante della collezione. Quindi ora Le Erbe di Industria non si trova più solo in un campo di Monteu da Po, ma si è già diffuso (fisicamente) sul territorio. Questo potrà essere importante per la sopravvivenza della collezione: se quest’inverno il gelo stroncherà una delle piante madri le sue talee disseminate altrove forniranno il materiale per rimpiazzarla.

Non ho risposto alla domanda, ma voglio ugualmente ringraziare il comune di Monteu da Po che concede (attraverso l’associazione proArt’è) il terreno in cui la collezione ha le radici.

7. Come possiamo visitare la vostra collezione? Il modo più semplice è partecipare agli aperitivi in campo che si tengono periodicamente per fare manutenzione. Non è obbligatorio zappare, ma è gradito. Le date sono pubblicizzate attraverso il blog delle Erbe di Industria. Foto della collezione sono disponibili sul blog e sulla pagina Facebook. Sempre attraverso questi due canali si svolge la componente non “in campo” del progetto: ricette, consigli erboristici, discussioni, curiosità, recensioni di libri e siti web. Visitare e partecipare a questa parte di Le erbe di Industria può essere altrettanto interessante che venire a vedere ed annusare la collezione di erbe. Se infine si vuole avere un contatto con i curatori del progetto si può scrivere un’email a erbe.industria@gmail.com.

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Questa voce è stata scritta da La Piemontesina e pubblicata il 16 dicembre 2011 su 10:30. È archiviata in Consigli eco-logici con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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